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Ultima modifica: 4 Maggio 2019

Premessa

 

Il volontariato italiano è l’espressione odierna di un lungo cammino che, a partire da alcuni secoli fa, si è particolarmente sviluppato nella società democratica e partecipativa del dopoguerra, dalla seconda metà del secolo scorso ad oggi. In questo percorso esso ha assunto e manifestato speciali caratteristiche anche rispetto al quadro europeo, occidentale e mondiale della solidarietà organizzata. Infatti, sebbene nel tempo il termine “volontario” sia stato utilizzato per indicare diverse cose (per es.: volontari erano i coscritti che partecipavano alle guerre risorgimentali, volontari si chiamano anche i donatori di sangue, ecc.), ciò che contraddistingue particolarmente il volontariato italiano all’interno del complesso quadro delle molteplici componenti sociali della solidarietà organizzata, che agiscono per scopi di utilità sociale, è il suo agire per fini di solidarietà. Pertanto, si registrano iniziative di volontariato che operano a favore di numerosi contesti e tipologie di disagio sociale, piuttosto che a favore di contesti ambientali o per il recupero di patrimoni culturali. Tuttavia ciò che le contraddistingue tutte è l’orientamento solidale dell’azione esercitata “in aiuto” di persone o collettività in condizioni di disagio, sia esso culturale, ambientale o, in modo particolare, sociale. Questo approccio abilita naturalmente i volontari e le loro organizzazioni ad essere autorevoli interpreti di questi disagi ed affidabili operatori ed animatori per la costruzione della giustizia sociale in dialogo con i diversi livelli istituzionali.
(tratto da Riflessioni su Caratteristiche e Valori portanti del Volontariato che incontra le Istituzioni Sociali – http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/798/documento_volontariato.pdf)

Su queste basi poggia l’idea che ha animato il progetto fin dalla sua ideazione. Tuttavia, si è reso necessario comprendere con poche parole dal significato diretto e immediato cosa voglia dire essere volontario. In uno dei primissimi incontri è stata avviata una seria riflessione sul significato del termine e una altrettanto seria e ponderata ricerca sull’argomento, a conclusione della quale è risultato che essere volontario:

  1. Sviluppa competenze
    Fare volontariato offre la possibilità di mettersi alla prova sul campo e di acquisire nuove competenze. Se si agisce insieme ad altri, come spesso capita, si condividono le esperienze e si impara da chi già sa fare cose, nuove per chi è alle prime armi. Per non dire poi che  le competenze acquisite si possono spendere nel resto della vita, sul lavoro, nel percorso di studi e in qualunque altro campo.
  2. È di esempio per i ragazzi
    Le nuove generazioni devono imparare il valore della gratuità e la pratica del volontariato contribuisce a diffondere questo insegnamento. Inoltre, facendo volontariato con i giovani, soprattutto con i bambini, si contribuisce a migliorare concretamente il loro futuro, dal momento che chi riceve aiuto gratuito poi è molto più disposto a fare qualcosa per gli altri.
  3. Aiuta sul lavoro
    L’attitudine del volontario a fare per l’altro abitua ciascuno a operarsi per il prossimo; non è raro perciò ricevere aiuto nei momenti di difficoltà, anche se si è alla ricerca di una nuova occupazione. Oltre a ciò chi si forma alla scuola dell’altruismo, della disponibilità sempre e comunque e della volontà a lavorare sodo, si costruisce un’immagine di sicuro impatto in chi è alla ricerca di collaboratori. Non solo: l’attività di volontariato è utile anche se non si cerca lavoro perché già occupati, dal momento che le abilità conquistate attraverso l’esperienza solidale aiutano sicuramente a migliorare anche nel settore lavorativo, e quindi a fare carriera.
  4. Fa risparmiare soldi
    Cosa si potrebbe fare se si volesse dare una mano alla associazione preferita ma non si ha molto da spendere? Offrire il proprio lavoro in cambio di una donazione è molto più importante per l’organizzazione e molto più vantaggioso per chi lo offre. Spesso basta un impegno minimo da elargire in occasione di eventi speciali. Spesso basta davvero molto poco.
  5. Aiuta a trovare nuovi amici
    Non c’è modo più facile e interessante di farsi nuovi amici che lavorare per un’associazione di volontariato. Oltretutto si tratta generalmente di persone simpatiche, generose, disinteressate. Insomma, gli amici perfetti per chiunque.
  6. Riempie la vita
    Fare volontariato è un modo costruttivo di impegnare il proprio tempo, giacché offre il modo di partecipare ad attività interessanti che mettono in circolo le idee, permette di realizzare  nuove esperienze e di stringere nuove amicizie.
  7. Fa viaggiare
    Fare volontariato, che sia per l’associazione sotto casa o per una che opera all’estero, offre l’opportunità di viaggiare, di vedere nuovi paesi a costi contenuti, di incontrare nuove culture e di contribuire a migliorare le condizioni di vita di popoli lontani, spesso svantaggiati.
  8. Insegna a dire grazie
    Uno dei regali migliori ricevuti dall’attività di volontariato è rendersi conto di quanto si è fortunati rispetto ad altre persone. Per questo insegna a dire grazie e a smettere di volere sempre di più. Avvicina ai valori essenziali della vita che sempre più devono rifuggire dall’avere per essere orientati verso l’essere.

La risposta degli studenti non si è fatta attendere: ben presto tutti, ciascuno in relazione alle proprie capacità, hanno aderito all’iniziativa dando tutto quello che potevano dare per la buona riuscita del progetto. 

 

 

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